ARDADIOUNGO

> il 09.09 alle ore 19.00 nell’ ambito dell’ inaugurazione di Transart al Museion

 

RDADIOUNGO ovvero “Hallo, Ciao, sono qui”. Il giorno dell’inaugurazione Transart presenta ARDADIOUNGO, un progetto a sorpresa: una performance musicale dal finale aperto che andrà a toccare il cuore della più stretta attualità, nata durante un sopralluogo a Museion da parte del team del festival. Il luogo scelto per metterla in scena è il Passage, lo spazio aperto di Museion, Museo d’arte moderna e contemporanea di Bolzano, dotato di una connessione wireless libera. Questo spazio è diventato nel tempo il punto di ritrovo per molti giovani che frequentano il Cafè e godono dell’accesso gratuito a internet. In particolare, qui si fermano molti migranti richiedenti asilo, ospitati nel centro di accoglienza allestito presso l’ex Hotel Alpi di Bolzano e coordinato dall’Associazione Volontarius. All’interno e all’esterno del Passage trascorrono lunghe ore al loro smartphone, a comunicare con i loro cari rimasti a migliaia di chilometri di distanza.
Sono ragazzi che arrivano dall’Asia e da vari Paesi dell’Africa, come Mali, Senegal e Costa d’Avorio. Parlano differenti idiomi, comunicano fra di loro in inglese o francese e a volte, quando le parole non sono sufficienti, con i gesti.
ARDADIOUNGO in lingua wolof significa “Hallo, Ciao, sono qui”. L’idea, semplice e immediata, è di trovare un modo per dare un suono a questo saluto, attraverso le percussioni, la voce e gli elementi della quotidianità di questi ragazzi, come le suonerie dei cellulari, strumenti preziosissimi che nel loro caso permettono di creare una rete di relazioni e di non perdere il contatto con le loro radici e con gli affetti lontani.
Grazie all’aiuto del compositore Eduard Demetz nella veste di “musicante”, un numeroso gruppo di ospiti della struttura si è incontrata in questi giorni per scrivere una melodia che raccontasse la loro storia, fatta di differenze e punti comuni. Un momento in cui affermare con un evento simbolico e pacifico la loro presenza nel tessuto della città, di salutare e di essere salutati.
Per Transart un’altra occasione per dare voce a piccole grandi storie di separazione e speranza, attraverso il linguaggio universale e unificante della musica.